martedì 11 agosto 2015

ScRiTtorI e liBri cHe Mi piaCcIoNo: Leo LionNi, PicCoLo Blu e PicCoLo GiaLLo

Lionni6
"Si dice che per scrivere per i bambini devi essere il bambino, mentre è vero l'opposto. Scrivendo per i bambini bisogna fare un passo indietro e guardare al bambino dalla prospettiva di un adulto".

Così scriveva Leo Lionni, uno dei miei autori preferiti in  assoluto.

Girottolando su internet ho trovato un paio di articoli che mi sono piaciuti.

Il primo è una recensione della sua autobiografia:

Lionni8

Il secondo si intitola: 

e racconta anche la nascita di Piccolo Blu e Piccolo Giallo, un grande capolavoro.


                Risultati immagini per piccolo blu

Ecco qua, niente altro che una minicarrellata di articoli... tanto per gradire.

Alla prossima! 



venerdì 2 gennaio 2015

LiBri mAi Mai ViSTi: PrEmiO PanNo e CaRta

Ho vinto il premio speciale Panno e Carta!
Proprio un premio con premiazione sul palco, con fotografo che mi fotografava, con verdetto letto davanti alla platea, proiezione della foto dell'opera, con stretta di mano, consegna della vincita... che emozione!
Questa è il commento all'opera pubblicato sul librino delle opere vincitrici della ventesima edizione di "Libri mai mai visti".






Mentre veniva letto il commento mi rendevo conto che questo premio mi calza a pennello e ne sono proprio orgogliosa.

Se volete vedere e leggere il mio libro mai mai visto, eccolo qua!

Qui la descrizione con la quale l'ho presentato:


Questo libro mai mai visto è stato realizzato con: aghi, fili, pannolenci, stoffa ricavata da vecchi panataloncini estivi e primaverili dell’autrice, scampoli regalati all’autrice dalla sua mamma, avanzi di stoffa di tende, copricuscini, copertine; imbottitura di un vecchio cuscino, lavanda del giardino dell’autrice, contenitore per sorpresina riempito di riso;  scatola di cartone delle scarpe dell’autrice, lana, bottone, gommini,scotch, colla, nastri, inchiostro, pazienza.

Dall’incanto che suscita in me l’arte del patchwork, nasce questo libro mai mai visto in cui rigore geometrico, arte del cucito, riciclo dei materiali e fantasia si fondono, dando vita ad una storiella dall’aspetto lieve quanto profondo, che si può cercare di comprendere, sorvolare o magari raccontare così:
 Ci sono entità fatte in modo simile ma diverso, lo si nota bene contando i nostri lati, ma si può comunque trovare un modo per andare d’accordo e stando insieme si può dare origine a qualcosa con cui divertirsi che sia anche bello, fantasioso e perfetto come una sfera.

Per narrare tutto ciò non è necessario spendere neanche una parola e infatti questo libro mai mai visto non ne ha.


E qui le foto:

















Piaciuto?

giovedì 4 dicembre 2014

LiBRi mAi Mai viSti


Ahhhh.... caro il mio blog! Quanto è difficile stare dietro a tutto...appuntamenti e impegni si affollano e sommano tra loro alla velocità della luce e alla fine ci rimette sempre qualcosa di caro. 

 Oggi voglio vedere se riesco a rinfrescare l'ambiente e togliere le ragnatele.

Riparto con i Libri mai mai visti che l'associazione Vaca promuove in un concorso per prototipo di libri. 
E' una concorso bellissimo che mi ha catturato l'anima diversi anni fa e al quale cerco sempre di partecipare. E' geniale, creativo, allegro e perfino gratuito... cosa si può volere di più?
Appiccico qua le foto di alcune tra le opere premiate nelle scorse edizioni del concorso, giusto perchè le immagini fanno capire meglio delle parole di cosa sto scrivendo.




38-MALDINI-III-PREMIO
Bianca Maldini
Monologo di Isabel



39-MONTAGNANI-S

Gianremo Montagnani, Viviana Foresti
Piccole amate creature



1-Premio-Falsetti_Pucci
Francesca Falsetti, Marco Falsetti, Gianfranco Pucci
L'albergo dei ricordi




Tante altre foto e descrizioni potete trovarle qui:


La mia prima partecipazione al concorso risale a tantissimi anni fa, forse al 2002. Poi mi sono arrestata e quando la voglia di creare è tornata, ho realizzato:




 "Gli dei odoranti", 2009




"Librarsi", 2010













"Un libro di latte", 2012





"L'alligatore allibratore", 2013



e infine, quest'anno, 


"Let's patch together".

Tre delle mie opere sono state esposte alle mostre delle edizioni 2010, 2011 e 2013 e quella di quest'anno... chissà. Lo scoprirò il 6 dicembre, giorno della premiazione. 
Io però sono molto soddisfatta perchè è venuto un bel lavorino.
E pensare che ho trascorso tutta l'estate a rincorrere un'idea che non riuscivo a concretizzare... qualcosa mi continuava a sfuggire. Poi, alla vigilia della scadenza del concorso, ho preso un quaderno e ho schizzato un'idea. 
Ero in pineta, al sole da sola, seduta ad un tavolinetto e in mezz'ora ho progettato il mio libro mai mai visto nella sua forma quasi definitiva. Avevo chiara l'idea di come muovermi per realizzarlo, così ho iniziato a  cucire piccoli esagoni di cotone seguendo una preziosa tecnica patchwork dal nome di English paper piecing
Me l'ha insegnata mia zia Mariella e ho subito pensato che facesse per me: tante fantasie allegre, il riciclo della stoffa, un lavoretto che cresce piano piano... meraviglioso.
Se volete capire come si fa, guardate qua:

 In vari pezzetti di tempo dei successivi 10 giorni ho dato corpo alla mia idea e l'ho spedita.
Non resta che aspettare







lunedì 30 settembre 2013

NaTi per LeGGeRE



La mia valigia del lettore

Quando ero bambina mi piaceva da morire Jo di Piccole Donne che andava da zia March a leggerle dei libri. Era una cosa che mi sarebbe piaciuta fare: la dama di compagnia che legge per le vecchiette stanche! 
Così, qualche volta, ho letto per una nonna, o per qualche amico pigro, o per qualcuno che condivideva con me il desiderio di passare del tempo in divertente intrattenimento. Leggere è sempre bello, ma a volte non viene fatto di leggere per qualcuno o insieme a qualcuno, chissà perchè. Insieme agli altri è più facile che si ascolti della musica, si guardi un film o ci si faccia trascinare da un giornaletto o da un sito che tratta di una passione comune, ma leggere insieme è veramente un pò raro.

Insomma, un pò di tempo fa, ho trovato il modo di tuffarmi in una bellissima esperienza, un progetto dentro al quale continuo a nuotare con tanta energia: 

Nati per Leggere


Lo scorso dicembre ero in biblioteca e stavo imbacuccando la mia bimba grande quando il mio sguardo si è posato su un volantino, appoggiato ai piedi della bacheca degli avvisi. Pubblicizzava un corso di formazione per lettore volontario Nati Per Leggere, un progetto nazionale di promozione della lettura ad alta voce per bambini di età compresa tra 6 mesi e 6 anni.
Un ditino invisibile ha acceso un interruttorino invisibile nel mio animo e ha illuminato la mia grande passione per i bei libri ben illustrati e ben scritti, ben letti e ben raccontati. Ho subito pensato che mi dovevo iscrivere e così ho fatto.
Nella scheda da compilare si richiedevano le motivazioni che mi spingevano a diventare lettrice volontaria. Eh, ch'ho pensato bene e poi ho scritto così:

Credo che i libri siano tra i più importanti strumenti che abbiamo a  disposizione per capire la realtà che ci circonda e ciò che  succede dentro di noi, ma anche per nutrire la fantasia e quindi la personalità di ognuno. Per questo trovo importante leggere ad alta voce ai più piccoli, aiutarli a conoscere la realtà attraverso i libri  in modo che possano, una volta cresciuti e diventati più indipendenti, tornare a trovare in questo strumento i suggerimenti adeguati ai loro interessi e alla loro vita.

                        


Dopo un pò di giorni ho ricevuto una mail con la quale si informava che ci sarebbe stato un colloquio conoscitivo finalizzato all'ammissione al corso per Lettori Volontari perchè si erano iscritte tantissime persone, ma i posti disponibili erano pochi e quindi bisognava selezionare.
Le selezioni non sono il mio forte, ne esco sempre molto malconcia e, immancabilmente, anche questo colloquio mi ha eliminata. Come ero triste e sconsolata! Era come se mi avessero scartato da un lavoro e questa volta ci tenevo davvero tanto ad entrare.
Il lutto è durato tre giorni, poi ho ricevuto una telefonata con la quale mi si comunicava un ripescaggio e la possibilità di partecipare al corso in qualità di "uditore", invece che "lettore". Cambiava la dicitura, ma non la sostanza e così, un bellissimo sabato mattina di gennaio, mentre il sole era tornato a splendere nel cielo dopo mesi di pioggia incessante, ho preso parte a questo corso così bello ed edificante.
La lettura dei libri mi ha coinvolta e divertita tanto, anche grazie alla bravura del lettore, Alfonso.
Su Youtube ho ritrovato la filastrocca su Cappuccetto Rosso che mi era piaciuta tanto e che appiccico qui, nel caso qualcuno volesse ascoltarla.

Al corso ci hanno poi parlato dei benefici che porta la lettura ad alta voce ai bambini in età prescolare, che sono tanti e stupefacenti. Per esempio:
- aiuta la relazione tra genitori e figli,
- aiuta a sviluppare il linguaggio e la capacità di lettura,
- aiuta a capire le emozioni e ciò che sta succedendo intorno ai bimbi 

e tante altre cose, ognuna delle quali mi fa dire:"Nooo, ma davvero? Con così poco? Solo leggendo un librino succede tutto questo?".

Un'altra cosa strabiliante che ho scoperto è (più o meno, vado a memoria):
un bambino abituato ad ascoltare la lettura dei libri possiede a 3 anni il triplo delle parole rispetto ad un altro bambino che non ha familiarità con questa bella abitudine e a 6 anni, quando inizia ad andare a scuola, ha molta più facilità di concentrazione e apprendimento rispetto al solito "sfortunato" di prima. 

Ora, penso che sia il sogno di molti quello di non faticare troppo sui libri, leggere ed essere già imparati... chi lo disdegnerebbe? Forse questo rimarrà ancora un bel sogno, ma se si può dare una mano alle giovani leve, perchè non farlo?
E comunque, a fianco di tutte queste belle cose altruiste nei confronti dei cuccioli di uomo, ci sono anche i sani benefici egoistici che Nati per Leggere porta a me. Ne elenco alcuni:
1. Aiuta la mia relazione con gli altri, aiuta a vincere la mia timidezza e a liberarmi da tante vergogne.
2. Mi aiuta a capire ed esprimere le emozioni.
3. Sviluppa il mio linguaggio, la capacità di dar voce ai singoli personaggi e quindi di capirli un pò meglio. Se si capiscono meglio i personaggi di carta è facile che si capiscano meglio anche quelli di ciccia.
4. Mi diverte da morire e mi fa stare con i bambini che sempre più spesso mi sorprendono.
5. Mi fa sentire ascoltata.
6. Mi fa stare tanto meglio con le mie bimbe.
7. Mi fa rivivere tante cose della mia infanzia, tanti pensieri e tanti momenti.
Per ora mi fermo qui, ma mi sa che poi continuerò.

Immagine in linea 2




mercoledì 11 luglio 2012

PiCcoLe SteLLe



Per dare un pò di allegria alle bianche pareti del reparto di pediatria dell'ospedale Versilia, sono finalmente riuscita a finire e consegnare un collage che da tempo stavo partorendo.
La gestazione è durata più di quella delle mie due bimbe messe insieme, ma è stata meno dolorosa e alla fine ce l'ho fatta.
Ecco qua:





martedì 10 luglio 2012

CrEaTurE

Da quanto tempo non aggiorno il blog! 
Me ne vergognerei se ultimamente non avessi perso la vergogna restando a lungo ignuda davanti a estranei. Potrei però dire che mi dispiace ammettere che ultimamente ho dedicato poco tempo alla mia creatività, ma non sarebbe vero nemmeno questo perchè in realtà ho creato, eccome se ho creato! 
Proprio per questo, ma anche per altri motivi, ho dovuto inscatolare tutte le mie cose, aspettare il momento giusto e poi ritirarle fuori a poco a poco, dare loro una nuova localizzazione e infine trovare il tempo per poterle riprendere in mano.
Sembra che faccia discorsi immaginari, ma in realtà sto usando molto poco le metafore e molto molto la vera verità. Insomma, la mancanza del tempo libero di cui parlavo è la motivazione principale che ha portato il blog ad essere l'ultimo dei miei pensieri.
Proprio per potermi dedicare alle mie piccole creature in carne ed ossa e dar loro un nuovo nido da abitare, ho dovuto rinunziare per un pò alle creature di carta e penna.




                                                               

E ho dovuto anche rinunziare alla mia vecchia e piccola dimora.
Quanti bei momenti ho passato con lei! Anche le case sono creature nei riguardi delle quali io finisco per ribaltare il senso di appartenenza e per capire di essere appartenuta al mio appartamento molto più di quanto lui non sia mai appartenuto a me.                                                                                              
                                                             

Comunque ora sto nel largo, ho due sirene che a volte incantano e a volte emettono suoni molto acuti, sono stanca, affaticata, dolorante e un pò annientata, ma in fondo non ho davvero niente di cui lamentarmi.
Il blog può aspettare, l'importante è sapere che ci sono.
Per il momento ho realizzato un paio di biglietti, uno mio, da visita e uno per Forasacco.
Eccoli qua:




I biglietti sono cose piccole, autoconclusive e riesco a gestirle anche con poco tempo, dandomi così l'idea di aver portato a termine qualcosa.
Alla prossima con altre piccole creature.


sabato 15 ottobre 2011

MAtRioskE


Le matrioske mi sono sempre tanto piaciute. Sono sorridenti, stanno sempre insieme e profumano di legno straniero. 
Questa simpatia nei loro confronti mi è rimasta nascosta fino all'anno scorso: una mattina stavo aspettando il mio turno all'ufficio anagrafe e per non sprofondare nel tedio e nella noia, ho acceso il cervello e impugnato una penna e ho cominciato a scrivere un racconto in rima, dal titolo
La matriosca losca

Ecco qua i versi in forma originale, che hanno dato vita a quella che chiamo

La matriosca losca
versione anagrafe 





Chiaramente non si legge un bel niente e allora si rende necessaria una scrittura chiarificatrice della storiella. Ne ho pronto un  abbozzo che attacco qui: